Trasgressioni. (Kikì Dimulà)


Mi espando e vivo
illegalmente
in aree che gli altri
non riconoscono reali.
Là mi fermo ed espongo
il mio mondo perseguitato,
là lo riproduco
con amarezza ribelle,
là lo affido
a un sole
senza forma, senza luce,
immobile,
personale.IMG_3697 Là accado.

A volte però
tutto questo s’arresta.
E mi restringo,
a forza rientro
(rassicurante)
nell’area ammessa
e legale,
nell’amarezza terrena.

E mi smentisco.

Kikì Dimulà L’adolescenza dell’oblio
a cura di Paola Maria Minucci
Crocetti Editore 2000

Foto di Robert Gligorov.

Lavorare stanca (Cesare Pavese)


Traversare una strada per scappare di casa
lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira
tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo
e non scappa di casa.

Ci sono d’estate
pomeriggi che fino le piazze son vuote, distese
sotto il sole che sta per calare, e quest’uomo, che giunge
per un viale d’inutili piante, si ferma.
Val la pena esser solo, per essere sempre più solo?
Solamente girarle, le piazze e le strade
sono vuote. Bisogna fermare una donna
e parlarle e deciderla a vivere insieme.
Altrimenti, uno parla da solo. È per questo che a volte
c’è lo sbronzo notturno che attacca discorsi
e racconta i progetti di tutta la vita.

Non è certo attendendo nella piazza deserta
che s’incontra qualcuno, ma chi gira le strade
si sofferma ogni tanto. Se fossero in due,
anche andando per strada, la casa sarebbe
dove c’è quella donna e varrebbe la pena.
Nella notte la piazza ritorna deserta
e quest’uomo, che passa, non vede le case
tra le inutili luci, non leva più gli occhi:
sente solo il selciato, che han fatto altri uomini
dalle mani indurite, come sono le sue.
Non è giusto restare sulla piazza deserta.
Ci sarà certamente quella donna per strada
che, pregata, vorrebbe dar mano alla casa.

Dance me to the end of love. (Leonard Cohen)


Dance me to your beauty with a burning violin
Dance me through the panic ‘til I’m gathered safely in
Lift me like an olive branch and be my homeward dove
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love
Oh let me see your beauty when the witnesses are gone
Let me feel you moving like they do in Babylon
Show me slowly what I only know the limits of
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love

Dance me to the wedding now, dance me on and on
Dance me very tenderly and dance me very long
We’re both of us beneath our love, we’re both of us above
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love

Dance me to the children who are asking to be born
Dance me through the curtains that our kisses have outworn
Raise a tent of shelter now, though every thread is torn
Dance me to the end of love

Dance me to your beauty with a burning violin
Dance me through the panic till I’m gathered safely in
Touch me with your naked hand or touch me with your glove
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love
Dance me to the end of love

Conducimi fino alla tua bellezza con un violino ardente
Conducimi attraverso il panico finchè potrò essere al sicuro
Alzami come un ramo d’ulivo e diventa la colomba che mi riconduce a casa
Conducimi fino alla fine dell’amore
Conducimi fino alla fine dell’amore

Oh fammi vedere la tua bellezza quando i testimoni sono andati
Fammi sentire il tuo movimento come fanno in Babilonia
Mostrami lentamente ciò di cui solo io conosco i limiti
Conducimi fino alla fine dell’amore
Conducimi fino alla fine dell’amore

Conducimi alla cerimonia nuziale ora, conducimi senza fermarti
Conducimi molto teneramente e molto a lungo
Siamo entrambi sotto il nostro amore, siamo entrambi sopra
Conducimi fino alla fine dell’amore
Conducimi fino alla fine dell’amore

Conducimi ai bambini che chiedono di nascere
Conducimi attraverso i sipari che i nostri baci hanno logorato
Alza una tenda di difesa ora, anche se ogni filo è lacerato
Conducimi fino alla fine dell’amore

Conducimi fino alla tua bellezza con un violino ardente
Conducimi attraverso il panico finchè potrò essere al sicuro
Toccami con le tue mani nude o toccami con il tuo guanto
Conducimi fino alla fine dell’amore
Conducimi fino alla fine dell’amore
Conducimi fino alla fine dell’amore

Carne viva (Mina)


Mi sto chiedendo come farti contento
e cosa per te rappresento
ma almeno dimmi che sono l’amante del momento
e se lo raccontassi
ti cascherebbe il mondo
per quella notte indecente
tu non avvicinarmi non far finta di morirmi
io sono carne viva
sono carne viva
sono la tua vitamina la tua penicillina
il tuo pentimento il tuo cedimento
la tua compassione la disperazione
senza mai un’attenzione
io sono carne viva
sono carne viva
le mie gambe fra le tue gambe
la pressione che mi scende
sono la tua missione la tua religione
non so cosa farne ma sono carne della tua carne
odio il perdono, l’amore,e all’improvviso
non voglio essere l’ultima tua chance
ma tu incatenami trattienimi all’istante
e se lo raccontassi
ti cascherebbe il mondo
per quella notte indecente
tu non avvicinarmi non far finta di morirmi
io sono carne viva
sono carne viva
sono la tua vitamina la tua penicillina
il tuo pentimento il tuo cedimento
la tua compassione la disperazione
senza mai un’attenzione
io sono carne viva
sono carne viva
le mie gambe fra le tu gambe
la pressione che mi scende
sono la tua missione la tua religione.
non so cosa farne ma sono carne della tua carne.

Liberazione (Sándor Márai)


Si può entrare in contatto con le persone anche senza parlare.[…] c’è un modo di entrare in contatto tra esseri umani più percettivo e affidabile della parola, fatto di sguardi, silenzi, gesti e messaggi ancora più sottili; è il modo in cui un essere umano nel suo intimo risponde al richiamo di un altro, quella silenziosa complicità che nel momento del pericolo dà alla muta domanda una risposta più inequivocabile di qualsiasi confessione o argomentazione, e il cui senso è semplicemente questo: io sono dalla tua parte, anch’io la penso così, condivido la tua preoccupazione, noi due siamo d’accordo… (pag. 91)

[Sándor Márai, Liberazione (Szabadulás), traduzione di Laura Sgarioto, Adelphi Edizioni, Milano 2008]


Atmospheres (Gyorgy Ligeti)


« È una musica che suscita l’impressione di un fluire senza inizio e senza fine. Vi si ascolta una frazione di qualcosa che è iniziato da sempre e che continuerà a vibrare all’infinito. Tipico di componimenti siffatti è il non avere cesure che l’idea di flusso non consentirebbe . »
(György Ligeti)

Justify My Love (Madonna)


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