Robert Mapplethorpe


Robert Mapplethorpe (Long Island4 novembre 1946 – Boston9 marzo 1989) è stato un fotografo statunitense.

Biografia

La maggior parte delle sue foto sono realizzate in studio. I suoi temi più comuni furono ritratti di gente che in seguito è diventata famosa (tra cui Andy WarholDeborah Harry, e Patti Smith), soggetti sadomaso (che ritraevano da vicino e senza filtri la sottocultura omosessuale diNew York di cui Mapplethorpe stesso faceva parte), e studi di nudo spesso maschiliomoerotici, con le notevoli eccezioni della serie dinudo femminile della culturista Lysa Lion.

La specialità di Mapplethorpe era di considerare la sua fotografia uguale ai quadri, dando così alle foto cornici e stampe piuttosto esotiche. Senza dubbio visse in un’epoca in cui la fotografia era appena stata accettata come una delle vere arti.

Aveva una fitta rete di relazioni e non perdeva mai l’opportunità di promuovere il suo lavoro, per esempio invitando tutti i suoi conoscenti alle sue inaugurazioni in galleria.

Robert Mapplethorpe morì di complicazioni conseguenti all’AIDS nel 1989.

Un linguaggio di rottura

All’estero Mapplethorpe è noto soprattutto per la sua serie “Portfolio X” che fece scandalo per i contenuti erotici, compreso un autoritratto di spalle con una frusta inserita nell’ano[1] [2].

In queste immagini il fotografo spezzava deliberatamente il confine tra foto d’arte e foto commerciale destinata al mercato pornografico, adottando soggetti e temi tipici della “pornografia” nel contesto di immagini d’arte. Come soggetti della sua arte Mapplethorpe scelse ad esempio coppie autentiche della scena s/m gay di NY, ritraendole in pratiche erotiche “estreme” (fist-fuckingbondage ecc.). Ciò che non poteva essere neppure discusso, ora veniva rappresentato in immagini ed esposto nelle gallerie d’arte.

Oltre a questo, Mapplethorpe scelse per modelli celebrità del mercato della pornografia omosessuale, con una particolare predilezione per i neri, ritraendole in pose classiche e statuarie [1], o al contrario in pose sessualmente esplicite[3].

Come ha scritto di lui Adriano Altamira:

« l’operazione che sta dietro al mondo figurativo e all’imagerie di Robert Mapplethorpe è piuttosto trasparente: trasporre soggetti omoerotici nel territorio eletto e squisitamente formale della classicità, usare la natura morta come un genere allusivo, e infine fare del nudo – indifferentemente maschile o femminile – una forma di studio botanico. »
(Adriano Altamira[4])

Questa rottura deliberata di confini codificati da decenni fu la principale ragione dell’ostilità nei confronti del suo lavoro. Fu però soprattutto per merito suo se in fotografia è caduta la barriera artificiale fra “arte” e “pornografia“. Al punto che oggi l’imitazione mimetica dei codici e delle convenzioni della fotografia pornografica nella foto d’arte non sorprende più nessuno, tanto da essere ormai utilizzata perfino in campagne pubblicitarie di moda.

In Italia Mapplethorpe è invece, prudentemente, ricordato soprattutto per le serie di primi piani di fiori[5]. Queste foto estremamente raffinate e stilizzate ripetevano in senso inverso il lavoro già fatto col corpo umano, sottolineando il fatto spesso dimenticato che i fiori sono gli organi sessuali delle piante, e che anche nel loro caso Bello Artistico e Sesso non possono essere arbitrariamente separati e collocati in due sfere separate. Le foto di Mapplethorpe mostrano quindi in dettaglio, con grande creatività e spesso anche ironia, gli organi riproduttivi delle piante, richiamando i suoi più convenzionali lavori omo-sessuali.

La polemica

Verso la fine della sua vita l’aperta natura erotica ed omosessuale di molti dei suoi lavori fece scattare una controversia più generale sui finanziamenti pubblici per opere provocatorie (o, secondo altri, pornografiche). Molte organizzazioni conservatrici e religiose si opposero a finanziamenti pubblici dei suoi lavori e delle loro esposizioni, ed egli divenne una sorta di cause celebre per entrambe le parti nel dibattito sul futuro del National Endowment for the Arts (Sovvenzione nazionale per le arti). L’allestimento della sua mostra The Perfect Moment nel 1990Cincinnati (che comprendeva sette ritratti sadomaso) portò al processo contro il Cincinnati Contemporary Arts Center e contro il suo direttore Dennis Barrie con l’imputazione di induzione all’oscenità. Barrie e il museo furono in seguito prosciolti, ma questo non riuscì a spegnere l’infuocato dibattito sull’opera di Mapplethorpe.

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